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Sei timido? Ebbene, non ti preoccupare, sei in ottima compagnia!
Una buona fetta della popolazione mondiale infatti si autodefinisce timida.

La timidezza non è assolutamente una malattia, anche se talvolta può impedirti di vivere serenamente con le altre persone.
L’essere timidi inoltre non è una condanna a vita ed è possibile ridimensionarla e gestirla con successo, imparando con successo a stare bene con se stessi e gli altri.

Timidezza: come nasce e si manifesta

Come prima cosa è necessario chiarire che introversione e timidezza sono due cose diverse. La timidezza non va confusa con l’essere introversi.

L’introverso non ha paura delle altre persone, ma semplicemente sta bene anche da solo. È vero che i timidi sono spesso introversi, ma ci sono anche degli estroversi che soffrono di timidezza. L’attrice Barbara Streisand è un esempio di persona estroversa timida.

Il timido, se si isola frequentemente dagli altri, non lo fa perché vuole stare da solo. Vorrebbe anzi interagire con le altre persone, ma si sente bloccato dall’ansia di apparire ridicolo, non all’altezza, e in generale dal timore di non essere accettato dagli altri. Si tratta quindi di un problema di autostima.

Il comportamento della persona timida

La timidezza porta a comportarsi in modo impacciato, a balbettare e a tirarsi indietro. Si esprime talvolta anche con la sudorazione, il rossore del viso e il non contatto oculare.

La timidezza può però anche manifestarsi con un comportamento sostenuto, di apparente distacco e disprezzo degli altri, oppure con un atteggiamento scontroso.

La timidezza è una abitudine?

Il comportamento da timidi è in parte una tendenza innata, ma in realtà nessuno nasce timido. La timidezza nasce come tentativo di sfuggire a situazioni di disagio. Ognuno di noi ha la sua storia e percorso di crescita personale con i suoi piccoli o grandi traumi e disagi.

Se spesso con la ritrosia e la timidezza abbiamo superato indenni situazioni che ci mettevano a disagio, questa strategia diventa col tempo un’abitudine che scatta in automatico. La timidezza infatti si impara come autodifesa e nasce dalla paura del giudizio degli altri.

Purtroppo poi il meccanismo scatta anche quando noi ne faremmo volentieri a meno e diventa quindi un problema.

La timidezza si può sconfiggere

Nessuno è timido in ogni momento e in ogni circostanza. Ci sono sempre situazioni scatenanti, mentre in altre circostanze non abbiamo alcun problema a relazionarci con gli altri.

Il primo passo per sconfiggere la timidezza è quindi capire quali sono i contesti scatenanti.

Puoi ad esempio essere in ansia quando conosci persone nuove, mentre una volta superato lo scoglio dell’estraneità non hai alcun problema di interazione.
Oppure sono le persone dell’altro sesso a gettarti nel panico.
Magari non hai alcun problema a interagire con gli altri finché si tratta di scherzare oppure di parlare di lavoro, ma appena devi parlare di cose personali vorresti scomparire dalla faccia della terra.

Ognuno di noi ha una situazione che trova difficile da affrontare e che fa scattare il comportamento da timido. Devi capire qual è la tua e cosa esattamente ti spaventa di questa situazione.

La soluzione del problema non può essere quella di evitare queste situazioni. Una decisione del genere rischia di essere invalidante per la tua vita sociale. Inoltre più eviti quello che ti spaventa e più l’abitudine della timidezza diventa forte. Sicuramente tu non vuoi questo!

Devi agire con strategia.
La reazione automatica della timidezza è stata costruita nel tempo a partire da situazioni reali da te vissute. Allo stesso modo devi procedere per creare una esperienza diversa che distrugga l’automatismo della timidezza.

Come fare?

Sfruttando i meccanismi e la potenza della tua mente e contemporaneamente con l’esposizione graduale e controllata alle situazioni per te fonte di disagio.

Immagina di agire in modo sicuro di te

Non sono le altre persone il problema. La verità è che, al di là delle apparenze, le altre persone sono perlopiù insicure esattamente come te.

La timidezza è tutta nella tua testa. Dipende dal modo in cui tu visualizzi la situazione.

Invece di continuare a visualizzare la situazione come hai sempre fatto, prova a immaginare di riuscire a comportarti nel modo giusto, con tutti che ti apprezzano. Costruisci in modo dettagliato nella tua mente una scena di un tuo successo sociale. Immaginala con tutti i dettagli del mondo reale, ma vivila con sentimenti di sicurezza, tranquillità e serenità, godendoti ogni momento.

Immagina di essere totalmente a tuo agio insieme agli altri

Se lo fai più volte e se riesci a farlo con vividezza, soprattutto per quanto riguarda la tua sensazione di piacere, la tua mente la considererà una esperienza reale.

Comincerai quindi a controbilanciare i tuoi insuccessi con ricordi di successi sociali e il meccanismo automatico della timidezza verrà via via indebolito.
Se c’è una persona in particolare che ti inibisce può essere utile immaginare questa persona mentre si comporta in modo goffo ed esitante.
Questa tecnica funziona tanto meglio quanto la tua immagine mentale è precisa, vivida e ricca di dettagli.

Affronta a piccoli passi le situazioni di disagio

Un’altra cosa da fare è l’esporti volutamente alla situazione scatenante.
Non devi però, magari con una enorme forza di volontà, buttarti alla cieca nella situazione che più ti inibisce. Questo raramente ha effetti benefici, anzi perlopiù serve solo a fare un’altra esperienza negativa che rinforza la tua timidezza.

Quello che serve è una esposizione graduale e controllata.

Quello che ad esempio mi è spesso stato di aiuto è di pensare a tutte le possibili varianti della situazione problematica e decidere quindi anticipatamente come reagire o cosa dire.
Come puro esercizio analitico e senza assolutamente anticiparne l’ansia.
Il solo sapere che c’era una facile soluzione a ogni variante mi è sempre servito a tranquillizzarmi e quindi riuscire ad affrontare la situazione con successo. Questo funziona anche quando magari la realtà si presenta con una variante non prevista perché l’approccio iniziale positivo permette di affrontare serenamente e con successo anche piccoli imprevisti.

Non bisogna pretendere da sé stessi un radicale cambiamento da un giorno all’altro.

Devi essere perseverante e costante nel chiedere a te stesso dei piccoli sforzi e quindi piccoli successi.

La timidezza si vince con piccoli passi che portano alla vittoria

All’inizio un successo può essere anche riuscire a dire una singola frase. Non avere fretta, ma sii costante e continua sempre ad immaginare te stesso mentre agisci con successo e comincia quindi ad agire sempre più come se tu non fossi affatto timido.

La timidezza può essere un pregio

Sicuramente è necessario per una vita sociale soddisfacente smussare gli angoli della timidezza soprattutto in caso di reazioni eccessive.

La timidezza però non è necessariamente un difetto.

Il mito dell’estroverso è incrollabile, e nel mondo d’oggi sembra che solo gli estroversi possano conquistare il mondo. La realtà dei fatti è diversa.

L’estroverso, ha molte qualità, ma rischia spesso di essere arrogante e pieno e sé. Il timido, una volta arginate le reazioni eccessive e incontrollate della timidezza, è al contrario molto attento alle reazioni degli altri.

È un grande osservatore. Sa andare in profondità e comprende bene le persone. Inoltre pensa sempre a fondo prima di agire. Proprio per questo è più gentile nelle sue reazioni e attento ai sentimenti degli altri.
Le persone hanno quindi piacere a stare con lui.

Sa riflettere in profondità e difficilmente quindi è superficiale. Può anzi diventare un grande filosofo oppure uno scienziato.

Anche tra personaggi famosi ci sono persone timide. Possiamo ad esempio probabilmente ringraziare la timidezza se Albert Einstein è diventato uno scienziato famoso. Sembra infatti che da ragazzo fosse molto timido e impacciato e per questo si è indirizzato allo studio e alla ricerca. Nel mondo dello spettacolo ci sono inoltre varie persone che si definiscono timide.

Raramente guardo la folla quando sono impegnato in un concerto. È una cosa che mi fa sentire a disagio, non riesco proprio a guardare i volti delle persone che sono lì per me. Preferisco rifugiarmi nel mio piccolo mondo dove ci siamo solo io e la mia chitarra. Sono uno che suona col cuore ma sono anche molto timido” Slash

“Sono abbastanza timida, ma la gente crede che faccia la sostenuta” Kristen Stewart

Normalmente nessuno va in giro sbandierando le proprie goffaggini e insuccessi sociali.
Hai mai pensato però che potrebbe essere proprio grazie alla timidezza che molti sono riusciti a fare cose meritevoli di passare alla storia?

Insomma la tendenza ad essere timidi predispone anche a parecchi pregi di cui il mondo ha un grande bisogno.

In conclusione

La timidezza è sia un problema che una potenziale risorsa.

Sta a te ridimensionare l’aspetto limitante della timidezza per liberare le tue risorse.

Talvolta la timidezza può sfociare in una vera e propria fobia sociale. In tal caso può essere il caso di farsi aiutare da un professionista competente. Per tutti però è possibile uscirne per vivere una vita sociale serena e piena di soddisfazioni.

Per me sicuramente è stato così.

E tu che ne pensi?

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