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Siamo sempre più impegnati nel tentativo di sconfiggere la solitudine. Forse perché nella nostra società individualista la famiglia e la comunità sono fragili o assenti, e la società è ormai costituita da tanti individui isolati.

La società si è profondamente trasformata, mentre la nostra natura umana è sempre la stessa.
La persona umana è per sua natura sola, ma anche in relazione con gli altri. Abbiamo bisogno di legami affettivi profondi per poter essere pienamente sani ed equilibrati. Allo stesso modo abbiamo bisogno di passare del tempo per conto nostro per essere veramente in contatto con noi stessi.

La solitudine non ci è necessariamente nemica. Può anzi essere amica delle nostre relazioni.

Il problema è che l’individualismo ha rotto il delicato equilibrio tra lo stare da soli e le relazioni con gli altri. Ci ritroviamo quindi ad essere sempre più isolati, soli e fragili.

“Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l’un l’altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l’uno dell’altro. Non sorprende se stiamo morendo tutti di solitudine.” Leo Buscaglia

Perciò desideriamo sconfiggere la solitudine. Non è più lo stare per conto nostro desiderato e fonte di serena riflessione e pace, ma diventa un problema da cui sfuggire. Un problema da cui tentiamo di sfuggire aumentando la quantità di relazioni e contatti umani.

È però nella qualità delle relazioni, non nella quantità, che possiamo sconfiggere la solitudine e riscoprirla come amica.

Sconfiggere la solitudine non è necessario se ci è amica

Stare con se stessi senza la compagnia di altri, non è sempre una cosa da evitare. È proprio stando con noi stessi, senza essere sempre circondati da altri, che possiamo ritrovare la nostra pace mentale dopo una giornata frenetica. È nella solitudine che abbiamo modo di ascoltare i nostri bisogni.

Le persone che sanno apprezzare i momenti in cui sono soli con se stessi, riescono ad affrontare meglio le situazioni stressanti.

Si tratta di una occasione preziosa per ricaricare le batterie e rigenerarsi.

Nella pace e nel silenzio hai infatti l’occasione di conoscere e amare meglio chi sei; e di imparare a stare bene anche senza avere sempre una persona accanto. È nella solitudine che impari meglio a stare con gli altri, proprio perché stai bene anche per conto tuo.

Inoltre lo stare in pace per conto proprio favorisce anche la creatività.

Accogliere i momenti in cui si è soli, come una occasione preziosa e amica, non è però sempre facile. Richiede la capacità di accoglienza di sé e degli altri.

Ecco che quindi spesso stare da soli diventa indesiderabile.

La solitudine indesiderabile

La solitudine è una cosa diversa dallo stare da soli. Non sempre infatti le due cose coincidono. Quand’è che ci sentiamo soli?

Quando le nostre relazioni sono poco soddisfacenti ci sentiamo isolati e fragili. Qui scatta il disagio dello stare da soli e il tentativo di superarlo cercando di stare con altre persone.

Altre volte siamo terrorizzati all’idea di stare da soli perché non stiamo bene con noi stessi. Stare insieme ad un’altra persona ci permette così di ‘fuggire’ da noi stessi.

Il ‘sentirsi soli’ non coincide sempre con l’assenza di altre persone intorno a noi. Possiamo sentirci isolati anche in mezzo a tante persone.
A me ad esempio capita di sentirmi sola quando mi ritrovo assieme a persone con le quali non mi sento in sintonia, oppure dalle quali non mi sento compresa in quella specifica circostanza. Quando cioè non mi sento nelle condizioni di poter essere pienamente me stessa.

Il disagio di stare da soli nasce quindi quando c’è qualche carenza a livello relazionale, sia con noi stessi che con gli altri.

Essere disposti a fare qualsiasi cosa pur di stare in mezzo alle altre persone, non è però una strategia vincente. Anche quando all’apparenza funziona.

Sconfiggere la solitudine: i metodi più comuni

Spesso pensiamo che per sconfiggere la solitudine sia necessario stare sempre insieme ad altre persone, soprattutto avere una relazione di coppia.
La relazione di coppia sembra la soluzione di ogni problema, al punto che ci tuffiamo in una relazione quasi con la prima persona che capita. Non avere un partner significa per noi essere soli, come se l’unico tipo di relazione profonda e gratificante fosse quella di coppia.

Oppure si fugge dalla solitudine cercando di avere molti amici, di uscire spesso e stare in mezzo alla gente. Ci circondiamo di persone, troviamo sempre nuovi modi per divertirci, ovviamente sempre circondati da altre persone.

Per sconfiggere il disagio di stare da soli talvolta si arriva all’uso di alcool o droghe, oppure si passano ore davanti a videogiochi e televisione.

I social sono un altro mezzo con cui pensiamo di poter sconfiggere la solitudine. Ci permettono infatti di essere sempre connessi e di avere un sacco di amici. Quindi ci immergiamo totalmente nei ‘like’ e nei commenti sui social e ci illudiamo così di avere tanti amici. Ogni like o commento favorevole ci galvanizza, mentre il contrario ci getta nello sconforto. Ma quanti dei contatti sui social sono persone che ci conoscono davvero?

“Siamo sempre più connessi, più informati, più stimolati ma esistenzialmente sempre più soli.” Tonino Cantelmi

La quantità di relazioni non è la soluzione

Purtroppo questi metodi per sconfiggere al solitudine non funzionano, anche se in un primo momento possiamo illuderci di risolvere il problema.

I social ad esempio possono diventare quasi una droga, ma alla fine ci lasciano sempre più vuoti e soli. Un utilizzo equilibrato dei social va bene, ma questi non possono sostituire le relazioni serie e profonde. Un tentativo del genere non fa che aumentare l’isolamento.
Siamo esseri sociali, perciò una qualche genere di relazione umana ci è necessaria per vivere. Non ci bastano però le relazioni virtuali.
È come doversi accontentare di bustine di cibo liofilizzato al posto di cibo vero. Ti possono nutrire, ma non riescono a darti lo stesso senso di appagamento.

Qualsiasi relazione umana motivata innanzitutto dalla paura di stare da soli è a rischio disfatta. Ci porta ad allacciare relazioni di scarsa qualità con persone di cui in realtà non ci importa nulla. E viceversa.
Oppure ci attacchiamo come sanguisughe a una persona, creando un rapporto infelice e soffocante, in una relazione di dipendenza affettiva morbosa.

Sono tutte relazioni false e ambigue in cui alla fine ci si sente più soli e incompresi che mai. Non è infatti la quantità di relazioni la risposta corretta al problema di sentirsi soli. Solo la qualità può darci soddisfazione.

Sconfiggere la solitudine e scoprila amica

Il problema non è la solitudine in sé, ma come noi la viviamo. Stare ogni tanto da soli è infatti (o dovrebbe essere!) desiderabile, oltre che fonte di molti benefici.

Non è possibile eliminare totalmente la solitudine e non è nemmeno desiderabile farlo.

Quello che possiamo fare per imparare ad apprezzare i momenti in cui non siamo assieme ad altri e a non averne paura è:

  • Imparare a stare bene con noi stessi
  • Coltivare relazioni profonde e di qualità con le persone che sono significative per noi

Si tratta di cominciare a coltivare le relazioni con gli altri non a partire dalla paura di stare soli, ma dall’amore, accoglienza e rispetto reciproci.

“Cantate e danzate insieme e siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono sole le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica.” Khalil Gibran

Il senso di solitudine nasce spesso perché cerchiamo all’esterno ciò di cui abbiamo bisogno. Non conosciamo noi stessi e abbiamo paura perciò di stare da soli con lo sconosciuto che è in noi.

Se è così anche per te, allora fermati un attimo. Non potrai mai risolvere la tua solitudine proiettandoti sempre fuori di te. Ne hai paura, ma è solo abbracciandoti che potrai trovare la soluzione. Ogni essere umano è pieno di qualità, di doni, di potenzialità. Vale per tutti, anche per te. Non avere paura di conoscere te stesso.
Il tuo valore non dipende dal numero di persone che frequenti o dal tuo grado di popolarità.

In conclusione

Accogliere la solitudine come amica desiderata è possibile e auspicabile per vivere bene.

A patto di cominciare innanzitutto ad ascoltare e accogliere noi stessi. Solo in questo modo possiamo cominciare a capire chi siamo e cosa desideriamo. Possiamo inoltre cominciare a volerci bene veramente.

Questo ci permette inoltre di coltivare le nostre relazioni con cura. Senza tradire ciò che siamo pur di farci accettare dagli altri. Come esseri sociali abbiamo bisogno degli altri per poterci realizzare, ma solo se si tratta di un rapporto di qualità tra due persone sane ed equilibrate.

Solo così la solitudine si trasforma da minaccia, ad amica desiderata e apprezzata.
E potrai finalmente beneficiare di rapporti soddisfacenti con gli altri e delle qualità benefiche e rigenerati dei momenti di pace e silenzio con te stesso.

Ne vale la pena non credi?

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