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I social media fanno parte della nostra vita, infatti nel mondo sempre più digitalizzato, è quasi inevitabile avere qualche profilo social. Utilizzare però i social con consapevolezza e un minimo di buon senso è necessario per evitare di correre rischi; soprattutto per quanto riguarda la divulgazione delle nostre informazioni personali.

Uno dei nostri bisogni più profondi è quello della sicurezza. Da questo nasce anche il bisogno di custodire la nostra vita privata e di salvaguardare la nostra “privacy”.

In realtà mai come oggi tutti i nostri fatti personali sono pubblici. Spesso per colpa nostra.
Siamo noi infatti a pubblicare tutti i nostri fatti personali su Facebook o altri social, nella illusione di condividere solo con gli amici.

Usiamo i social con consapevolezza?

Non sempre usiamo i social con consapevolezza. Spesso il nostro utilizzo è del tutto istintivo.

C’è chi posta tutta la sua vita sui social, giorno per giorno, condividendo ogni cosa che fa, ogni luogo che visita o le foto di amici e parenti. Spesso senza nemmeno limitare la condivisione ai soli “amici”, ma creando post pubblici visibili da chiunque.

In realtà condividere qualcosa sui social, anche solo con gli “amici”, non è affatto come far vedere le foto delle vacanze a casa di amici.
Chi sono gli “amici” di Facebook? Gli amici che inviti a casa tua li conosci bene, mentre per gli “amici” di Facebook spesso non è così. Ci sono magari anche gli amici che conosci da sempre, ma spesso gli amici che hai su Facebook sono sostanzialmente dei perfetti sconosciuti e questo vale in generale per tutti i social network.

Come proteggere la nostra privacy e sicurezza

La cronaca purtroppo è spesso piena dei drammi e talvolta vere tragedie causati dalla incapacità di utilizzare i social con consapevolezza e buon senso. Un utilizzo approssimativo e superficiale rischia infatti di creare parecchi problemi.

Non condividere informazioni utili ai ladri

Postare foto di documenti, carte d’identità, biglietti o altro che possa contenere dati personali è sicuramente una pessima idea.
Anche postare foto di nuovi acquisti di un certo valore, far sapere che parti per le vacanze per 15 giorni, postare in ogni momento della giornata notizie su dove sei e cosa stai facendo o far sapere esattamente dove abiti può costituire una ghiotta occasione per i ladri.

Se vai in vacanza è meglio postare le foto al rientro delle ferie e solo agli amici.

I social sono dei pessimi custodi di segreti

Siamo talmente abituati a relazionarci con gli altri tramite i social che è facile essere poco attenti. Può succedere anche con i nostri fatti privati. Sì, proprio quelli che sarebbe meglio che rimangano sempre solo fatti nostri. Ci capita ad esempio di condividere foto compromettenti con qualche persona “fidata” che poi si rivela non essere tale.
Prima di condividere qualcosa, pensa sempre a cosa potrebbe succedere se finisse nelle mani sbagliate. Usa i social con consapevolezza e pubblica solo ciò che non ti può danneggiare se dovesse diventare di dominio pubblico.

Proteggiamo i nostri figli

Anche postare le foto dei propri figli soprattutto se piccoli è una cosa da fare con molta attenzione. Sui social e in rete in generale, non c’è nulla di veramente privato e le foto potrebbero finire nelle mani di qualche malintenzionato.

Un discorso a parte meriterebbe la presenza dei minori sui social. Facebook ha alzato l’età minima per accedere alla sua piattaforma a 16 anni. I minori possono accedervi anche prima dei 16 anni, ma solo con il consenso dei genitori. In realtà è un limite che non serve a molto perché è facilmente aggirabile ad esempio inserendo una data di nascita falsa.

Tutto continua a dipendere dai genitori che devono essere più preparati e non devono lasciare soli i figli nella scoperta e esplorazione del mondo digitale.

Non si vive di solo social media

Un utilizzo consapevole dei social implica anche il non esagerare con l’utilizzo dei vari social. La tua vita non può essere vissuta solo sui social. Privilegia sempre il rapporto a tu per tu e cerca di vivere in modo completo la realtà. In questo modo sarà più facile evitare una sovraesposizione al mondo digitale e diminuire così l’incidenza di problemi di Nomofobia o in generale di stress tecnologico.

Perché utilizziamo i social

La piramide dei bisogni di Maslow è stata creata nel 1954, ma è sempre attuale perché noi esseri umani siamo li stessi anche in un mondo sempre più digitale. Secondo Maslow ciascuno di noi ha 5 tipologie di bisogni che in ordine di importanza sono: i bisogni fisiologici come mangiare e dormire, il bisogno di sicurezza, il bisogno di appartenenza e infine i bisogni di stima e di autorealizzazione.
Utilizziamo quindi i social innanzitutto come ulteriore possibilità di soddisfare i nostri bisogni di appartenenza, ma anche il bisogno di essere riconosciuti e stimati. Questo non è un male in sé, ma è importante esserne consapevoli.

Perché ci mettiamo a rischio

I social sono perlopiù legati alla vita privata e servono a condividere la nostra vita con gli amici. In questo Facebook e Whatsapp sono imbattibili. Anche se i giovanissimi utilizzano preferibilmente Youtube e Snapchat.

Proprio il fatto che coinvolgono la nostra vita privata costituisce un rischio. Il mondo digitale e in particolare i social media, tendono infatti a farci trasferire sempre più le relazioni sociali nel mondo virtuale digitale.
Ci illudiamo quindi di trovare soddisfazione a tutti i nostri bisogni di stima e riconoscimento sociale sui social.

social media e riconoscimento sociale

I social rischiano talvolta di sostituire totalmente i rapporti reali. I rapporti virtuali infatti sono più semplici, mentre i rapporti nel mondo reale possono essere impegnativi, ma sono i soli che possono veramente soddisfare i bisogni di base di ogni persona.

In ogni istante dobbiamo essere consapevoli delle eventuali conseguenze nel mondo reale di ciò che condividiamo sui social.

I social media

Teniamo sempre a mente che le varie piattaforme social sono offerte da aziende create e gestite per fare profitto. Questo non fa di loro delle entità malvagie, ma ovviamente la loro priorità è il profitto e non il nostro benessere. Facebook quindi, come anche gli altri social media, stabilisce le regole della sua piattaforma in modo da ottenere il massimo dell’utile. Lo fa anche molto bene!

I social media

I social media non sono solo Facebook, ma Facebook e le altre società appartenenti a Facebook (come Instagram, Whatsapp) sono di gran lunga i più popolari a livello mondiale.

Quanto guadagnano i social media

Zuckerberg, il creatore e fondatore di Facebook, guadagna miliardi di dollari al giorno ed è una delle persone più ricche al mondo. Anche gli altri social media tra cui Youtube, LinkedIn, Google Plus, Twitter e Pinterest guadagnano cifre impressionanti. Non può che essere così, visto che sempre più persone passano parecchie ore al giorno online.

Nelle ultime statistiche a livello italiano risulta che ormai il 73% della popolazione italiana è online (43 milioni di persone) di cui 34 milioni attivi sui social media. Delle 6 ore al giorno passate online, circa 2 ore le passiamo sui social media.

Chi sono i veri clienti di Facebook

Facebook permette a chiunque gratuitamente di iscriversi e di connettersi con i suoi “amici”. Però come tutte le altre aziende ha bisogno di guadagnare soldi ed essere in attivo.
Come credi che Facebook riesca a guadagnare miliardi? Facebook vive e fa affari “vendendo” le informazioni dei suoi utenti. Insomma non siamo noi i clienti di Facebook, noi siamo la merce.

Siamo noi stessi che forniamo i dati a Facebook, inserendo dati personali (età, sesso, etc.), commentando i post, iscrivendoci a certi gruppi e non altri, seguendo certe pagine e non altre e cliccando su “Mi piace”.
In questo modo, Facebook ha un quadro preciso di chi sei e cosa ti interessa e può vendere spazi pubblicitari alle aziende.
Quindi tu vedrai un certo genere di pubblicità in base alla tua età, luogo di residenza, sesso, preferenze espresse o altro. Altre persone vedranno altri tipi di pubblicità.

Attenzione non è che le aziende hanno i tuoi dati; questi rimangono a Facebook. Le aziende pagano Facebook per poter mostrare la loro pubblicità solo alle persone che potrebbero essere interessate.

Facebook quindi ha tutto l’interesse a farti passare più tempo possibile sulla sua piattaforma. Più tempo ci passi e più può guadagnare permettendo alle aziende di mostrarti i loro banner pubblicitari.

Questo meccanismo vale per tutti i vari social network, ma non solo.
In generale le applicazioni digitali gratuite non lo sono affatto, soltanto che il pagamento non è in denaro, ma è dato dalle informazioni su di noi.
Quindi è necessario essere in grado di utilizzare non solo i social con consapevolezza, ma in generale tutto ciò che riguarda il mondo digitale.

In conclusione

Per evitare spiacevoli incidenti è necessario usare la testa e il buon senso e usare i social con consapevolezza. I social media infatti non sono un male, ma bisogna essere consapevoli di come funzionano.

Credo che alla fine la responsabilità di come scegliamo di usare i social media dipenda soltanto da noi.

Tu che ne dici?

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