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Comunicare in famiglia non è sempre facile, soprattutto se i figli sono nell’età critica dell’adolescenza. Comunicare in modo soddisfacente ed efficace è però fondamentale per ogni relazione umana. A maggior ragione per le relazioni più intime, come quelle di coppia e le relazioni genitori e figli.

Un buon rapporto di coppia e tra genitori e figli è possibile solo se c’è una sana comunicazione e dialogo.

Saper comunicare bene in famiglia, in modo soddisfacente per tutte le parti in causa, è perciò fondamentale per:

  • la pace e l’armonia in famiglia,
  • la felicità di tutti i suoi membri,
  • uno sano sviluppo dei figli.

“Sembra così banale, ma nelle relazioni, si deve comunicare.” Peter Krause


La qualità del rapporto tra genitori e figli, è molto più importante di qualsiasi oggetto il genitore possa dare al figlio. Non sono le cose, ma la qualità delle relazioni umane, a determinare la nostra piena felicità e realizzazione. Questo vale in ogni genere di relazione, anche nella relazione di coppia e in quella tra genitori e figli.

Certo, anche le cose hanno la loro importanza. Vestiti e cibo sano, sono ad esempio fondamentali, ma non possono sostituire la buona relazione tra genitori e figli.

Come si costruisce una buona relazione, una buona comunicazione tra genitori e figli?

Il segreto sta nel coltivare la relazione fin da subito. E soprattutto senza perderla mai di vista mentre il figlio cresce in autonomia e consapevolezza.

Il dialogo inizia prima della nascita e cresce nel tempo

Si comincia a comunicare in famiglia, in particolare con il figlio, già prima della sua nascita. Nel grembo materno infatti il figlio comincia a sentire la madre e il mondo esterno.

A nascita avvenuta, il pianto del bambino è una delle prime forme di comunicazioni tra madre e figlio. Al pianto del bambino, la madre reagisce con generosa sollecitudine. Il neonato impara quindi ad aver fiducia negli altri, atteggiamento indispensabile per il futuro adulto, per poter creare valide relazioni interpersonali.

La prima comunicazione tra figlio e genitori avviene soprattutto attraverso il linguaggio del corpo, anche quando usiamo le parole. Ogni volta che il modo d’agire del bambino corrisponde ai nostri desideri, il nostro sguardo sorridente e il tono della voce, comunicano al bambino la nostra approvazione e gioia. E viceversa, una nostra espressione seria, comunica disapprovazione.

Pur non comprendendo, è proprio ascoltando le nostre parole, che il bambino impara infine a parlare. E con quanta gioia ascoltiamo le sue prime parole!

Purtroppo spesso, subito dopo perdiamo interesse nelle sue parole. Forse a causa della frenesia della vita moderna, forse per mancanza di consapevolezza o perché pensiamo di sapere già cosa vuole dirci.

Un figlio è invece una sorpresa continua. Non è un prolungamento dei genitori, non è nemmeno un bambolotto, oppure un piccolo animaletto incapace di intendere e volere.

È sempre una persona, anche quando è piccolo e inconsapevole. E come tale un genitore lo deve trattare. Una persona diversa, distinta dai genitori e in continua evoluzione. Perciò è importante mantenere sempre un buon dialogo, una buona comunicazione e imparare a conoscersi reciprocamente ogni giorno di più.

Comunicare in famiglia attraverso l’ascolto

Comunicare in famiglia, non vuol dire solo parlare, magari con ramanzine e raccomandazioni. Vuol dire soprattutto ascoltare.

Purtroppo a causa del non ascolto, rischiamo di commettere talvolta grandi errori educativi.

Capita che non ci accorgiamo che il neonato è diventato una persona consapevole e pensante. Una persona che conosciamo poco o niente, perché quella comunicazione iniziale e spontanea tra madre e figlio non si è evoluta in un dialogo tra due persone distinte e autonome.

Attenzione, quando tutti i nostri problemi e attività, anche se importanti, hanno sempre la priorità sull’ascolto del figlio, perdiamo la fiducia e la credibilità, e di conseguenza anche qualsiasi forza educativa.

Spesso soltanto i problemi dell’adolescenza ci fanno aprire gli occhi. Allora vorremmo proteggere i figli dai pericoli del mondo, ma ci accorgiamo che manca il dialogo.

“L’incapacità dell’uomo di comunicare è il risultato della sua incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto.”
Carl Rogers

È difficile recuperare, in questa fase critica, un rapporto che è stato lungamente trascurato.

Difficile, non impossibile!

Ascoltare senza giudicare

Un buon rapporto di fiducia e di dialogo con i figli è fondamentale per poterli aiutare in caso di problemi.
Non saper ascoltare un figlio quando vuole parlare dei suoi problemi adolescenziali, può infatti spingere il figlio a cercare altrove un punto di riferimento e una guida.

Ecco perché la comunicazione tra genitori e figli va curata costantemente e fatta crescere assieme alla consapevolezza e autonomia del figlio. In questo modo si costruisce un legame di fiducia profonda che nemmeno durante l’adolescenza, periodo di burrasche e d’impulsi, verrà meno.

Il modo più efficace per mantenere nel tempo un dialogo e una relazione di fiducia è quella di ritagliarsi dei momenti e delle attività da fare assieme al figlio.

È proprio in questi momenti che fiorisce il dialogo. Si tratta di lasciar parlare liberamente il figlio, mentre si fa qualcos’altro assieme. È attraverso l’ascolto sinceramente interessato e non giudicante che si nutre la relazione.
Qualsiasi cosa racconta, è necessario mantenere la serenità e la calma, senza allarmismi e senza giudicare.

Soprattutto con i figli adolescenti è necessario far percepire l’amore e l’interesse sincero, ma anche l’accettazione incondizionata, e contemporaneamente rendere chiaro il rispetto della loro privacy.

È solo in questo modo che sarà possibile avere la loro fiducia ed essere per loro un punto di riferimento.

Comunicare in famiglia, significa coltivare il rapporto di coppia

Fondamentale per una buona comunicazione in famiglia è avere cura del rapporto di coppia. Presi dalla gestione dei figli e dagli impegni del lavoro, si rischia talvolta di mettere da parte il rapporto di coppia. Questo, però, è controproducente per tutta la famiglia.

I figli, di qualsiasi età, hanno bisogno di un ambiente sereno, di genitori uniti, che si vogliono bene.

È importante quindi coltivare la comunicazione innanzitutto nella coppia. E talvolta è utile, anche necessario, ritagliarsi dei momenti da passare da soli in coppia, senza la presenza dei figli.

In conclusione

Comunicare in famiglia è una attività che va curata e accudita giorno per giorno. Questo vale per il rapporto con il partner e anche con i figli.
La comunicazione con il figlio si costruisce giorno per giorno, già da prima della sua nascita. Per mantenere la fiducia e una relazione anche educativa con i figli, è necessario ascoltarli tutti i giorni.

Anche se siamo oberati di impegni, bastano 10 minuti al giorno di ascolto attento e sincero.

Ricorda inoltre, che non esiste solo il dialogo tra due persone, ma anche il dialogo tutti insieme in famiglia. Un dialogo che si fa a tavola raccontandosi vicendevolmente gli eventi della giornata.

A patto che tutti i membri della famiglia, piccoli e grandi, vengano ascoltati con uguale rispetto e stima.

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