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Capita anche a te di sapere fare molto bene qualcosa, ma quando ti ritrovi a farlo sotto pressione diventi un disastro?

Il problema di riuscire ad agire bene anche sotto stress è molto comune, ma una soluzione c’è. E non si tratta di imparare a fare esercizi di rilassamento o altre cose del genere. Anche perché un certo livello di stress è necessario per poter agire in modo ottimale.

Si tratta di esercitarsi a come comportarsi in situazioni di crisi, prima di trovarsi in una situazione troppo sfidante.

Pensa ad esempio al comportamento delle persone in un palazzo in fiamme. Non c’è il tempo di fermarsi per fare meditazione; bisogna agire. C’è chi si fa prendere dal panico e non è in grado di agire lucidamente per salvarsi la vita. Altri pur nel panico, in qualche modo agiscono e riescono a uscirne vivi. Infine c’è chi riesce a mantenere la lucidità ed è in grado di individuare la strategia più adatta alla situazione e di agire bene anche sotto stress, salvandosi la vita e magari riuscendo pure a salvare altre persone.

Chi agisce con successo in caso di crisi non è dotato di qualche particolare dote innata, ma ha avuto in qualche modo l’occasione di allenarsi precedentemente. Si tratta cioè di allenarsi a reagire correttamente in situazioni critiche in modo da mantenere la lucidità e riuscire quindi ad agire bene anche sotto stress elevato.

Come si fa? Sfruttiamo a nostro vantaggio il funzionamento del cervello.

Il cervello ha bisogno di stress

Lo stress lo vediamo come nemico da eliminare, ma in realtà senza una certa pressione e urgenza non c’è apprendimento. Nella nostra zona di comfort, dove non c’è alcuna sfida, non impariamo nulla.

Se vogliamo imparare e crescere, lo stress è necessario e positivo. Non è cioè la pressione psicologica in sé il problema, ma la sua quantità. Anche se in realtà anche uno stress pur non eccessivo, ma continuativo, logora le prestazioni.

La situazione ottimale per apprendere è una situazione di pressione non eccessiva e soprattutto limitata nel tempo.

Per avere un effetto positivo, la pressione a cui siamo sottoposti deve essere sufficiente per motivarci e per attivare l’attenzione e concentrazione massima del nostro cervello. Questo genera la situazione ottimale per imparare e superare i nostri limiti.

“Lo stress è come una spezia − nella giusta proporzione esalta il sapore di un piatto. Troppo poca produce un blando, noioso pasto; troppa può soffocarlo.”
Donald Tubesing

Un livello troppo alto di pressione ha invece un effetto negativo: le prestazioni calano, non riusciamo a concentrarci, siamo confusi e andiamo totalmente nel pallone.

Ecco perché le esercitazioni anti incendio sono utili; perché ci permettono di imparare, in una situazione controllata, come agire e muoverci in caso di pericolo reale. Se si presenta davvero un incendio sappiamo già cosa fare e dove andare. In questo modo abbassiamo lo stress a un livello corretto per funzionare al meglio, invece di rischiare di andare in panico.

3 passi per agire bene anche sotto stress

Le situazioni critiche non devono per forza essere eventi estremi e catastrofi. Una situazione critica è anche vincere una sfida sportiva, parlare in pubblico e qualsiasi cosa che ci costringe a uscire un po’ troppo dalla nostra zona di comfort.

Ci sono sostanzialmente 3 passi da seguire per riuscire ad agire bene anche sotto stress vincendo le nostre sfide:

Essere competenti ed esercitarsi agli imprevisti

Il primo passo è quello di acquisire le competenze e abilità che servono, ed esercitarle in condizioni di crisi gestibili e controllate.
Questo significa ad esempio che, se devi tenere un discorso in pubblico, ti è utile:

  • innanzitutto essere padrone dell’argomento di cui parli,
  • avere preparato bene il discorso,
  • esserti esercitato più volte, in un luogo tranquillo e protetto (magari a casa davanti allo specchio), immaginando di tenere il discorso davanti a centinaia di persone; e soprattutto provando e riprovando tutte le possibili varianti e imprevisti che ti possono venire in mente (domande scomode del pubblico, microfono che non funziona, ecc.)

Facendo questo ti ritroverai, in modo sorprendente, ad agire in modo adeguato anche se si presenta una variante non prevista, mai provata prima.

Inoltre il risultato che ottieni sarà tanto maggiore tanto più la tua autostima, o per meglio dire la tua autoefficacia, è forte e sicura.

Valutare con equilibrio

Se devi uscire alla sera con persone nuove, il livello di sfida percepito non può essere lo stesso di quello che provi ad esempio in caso di minaccia con una pistola.

È poco utile esagerare la situazione. L’unica cosa che si ottiene è un aumento del livello di ansia, con conseguente calo delle prestazioni. In questo modo usiamo involontariamente i nostri pensieri e la nostra immaginazione come arma contro noi stessi.

“Lo stress è il prodotto di un atto cognitivo: la valutazione.”
Daniel Goleman

È infatti il nostro modo di valutare la situazione, che fa salire o scendere il livello di ansia e preoccupazione. Si tratta quindi di controllare i nostri pensieri e di valutare la situazione con sano realismo, senza fare di ogni cosa una questione di vita o di morte.

Può essere utile guardare in faccia il peggio che può accadere, anche se improbabile, e rendersi conto, valutandolo razionalmente, che non sarebbe la fine del mondo.

Accettare la sfida

Ogni situazione può essere vissuta come una sfida oppure come una minaccia. Nel secondo caso adottiamo la tecnica della difesa e della fuga.

Imparare invece a vedere, e a tenere a mente, la sfida della situazione, e accettarla, permette di adottare un atteggiamento di attacco vincente. In questo caso infatti possiamo tirare fuori il meglio di noi, riuscendo ad agire bene anche sotto stress, per raggiungere un risultato positivo.

“Lo stress deve essere una forza motrice potente, non un ostacolo.”
Bill Phillips

Accettare le crisi come sfida da vincere non è sempre facile.

È possibile quando ci alleniamo costantemente a:

  • non lasciare crescere i pensieri negativi; preoccuparsi è infatti uno spreco inutile di energie
  • percepire lo stress come eccitazione e non come paura
  • focalizzarci su quello che possiamo fare e non su quello che è fuori dal nostro controllo

In conclusione

In genere cerchiamo di eliminare ogni pressione o crisi dalla nostra vita. In realtà senza una certa dose di crisi non si impara nulla.

Il problema è piuttosto quello di riuscire a gestire in modo sano la pressione, evitando che cresca in modo eccessivo e riuscendo a metterla a frutto per raggiungere il risultato voluto.

Quello che ci ostacola nelle prestazioni sotto pressione, è il nostro modo di percepire la situazione. Permettiamo infatti all’eccitazione di trasformarsi in ansia e paura, che ci impediscono di essere in grado di agire bene anche sotto stress.

Come sempre non ci sono ricette magiche, ma ci sono parecchi spunti che puoi cominciare a mettere in pratica a partire da oggi.

I risultati positivi non mancheranno e miglioreranno con la pratica e l’allenamento costanti.

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