Vivere insieme non è sempre facile, ma è essenziale per la nostra felicità. Siamo infatti esseri sociali e per poter essere pienamente noi stessi e realizzarci abbiamo bisogno degli altri.

Abbiamo bisogno degli altri non ovviamente nel senso di sfruttamento del prossimo, ma per avere rapporti interpersonali reciprocamente soddisfacenti. Sono infatti i rapporti interpersonali che ci permettono di crescere e di essere sempre più pienamente noi stessi.

Per realizzarci abbiamo bisogno degli altri

La vulgata corrente afferma che siamo individui che devono disfarsi di ogni legame per potersi realizzare ed essere felici.

Un po’ di buon senso però smentisce facilmente questa idea.

 

Immagina di essere su un’isola deserta abbandonato per mesi o anni come nel film “Castaway” con Tom Hanks. Sei proprio sicuro di non avere bisogno degli altri per essere pienamente te stesso?

Siamo il frutto della nostra storia personale, soprattutto di tutto ciò che abbiamo vissuto nell’infanzia. Questo però non può e non deve essere un alibi per non crescere mai. Siamo infatti esseri liberi e capaci di “auto-crearci” correggendo eventuali fragilità o immaturità dovute alle circostanze non sempre perfette o facili della nostra vita.

Ciascuno di noi infatti può scegliere che tipo di persona desidera essere, anche se non è sempre facile.

Se ti isoli dagli altri rimanendo nel tuo piccolo guscio, sei tu stesso la barriera contro la tua pienezza

 

E tu che tipo di persona vuoi essere?

 

Per essere io, non copia di te, sono nato
La vita mi è stata donata
E che tu sia parente, insegnante, o amico
Che tu sia moglie o marito
Fino alla fine sarà mia da creare.
Dicendo che ogni orgoglio è peccato,
Troppi hanno tentato
Di ridurre il mio orgoglio
Ma il mio preciso valore
Fu stabilito all’albore
Quando per essere io sono nato.

Per essere io sono nato,
ma in una vita ho imparato
Da solo non potrò farcela mai.
Troppo di me ha bisogno del dono degli altri
Quel che non vedo finché non mi è mostrato
Vieni dunque e toccami dentro
Valuta questo orgoglio
Liberami da ciò che non è reale
Perché c’è una vita da guadagnare
E ho appena iniziato
Ad insistere che per essere io sono nato.

Poesia inglese di autore anonimo

I rapporti vanno curati costantemente

Ciascuno di noi può avere rapporti interpersonali di vari tipi: relazioni superficiali, relazioni in cui una delle due persone non si lascia avvicinare più di tanto, relazioni in cui è difficile o impossibile essere se stessi, o infine rapporti di totale e reciproca fiducia ed accoglienza.

I tuoi rapporti interpersonali non dipendono solo da te, ma anche dalla disponibilità dell’altra persona. È normale quindi che non tutti i rapporti interpersonali siano completamente soddisfacenti.

Certi rapporti però sono più importanti di altri. Questi rapporti, che possono essere quelli di coppia, quelli tra genitori e figli, quelli con gli amici più cari, è importante che siano reciprocamente soddisfacenti.

i rapporti interpersonali vanno curati costantemente

Per questi rapporti, da cui dipende la felicità e compimento della nostra vita, vale sempre la pena impegnarsi.

Non lasciare che i rapporti più importanti inaridiscano!

Abbiamo bisogno degli altri per essere pienamente noi stessi e ogni relazione interpersonale ha bisogno di cure per prosperare. Nessun rapporto è conquistato una volta per tutte.

 I tuoi rapporti interpersonali sono veramente soddisfacenti? Oppure ci sono rapporti che vorresti migliorare? Anche se è vero che la qualità di qualsiasi rapporto dipende da entrambi, è anche vero che spesso basta fare il primo passo per sbloccare un rapporto.

Talvolta basta fermarsi ad ascoltare veramente l’altra persona. È importante una buona comunicazione per conoscersi veramente.

“La comunicativa, l’arte di parlarsi e dire con chiarezza ciò che si intende e si sente, di ascoltare l’altro ed essere sicuri di aver capito bene, è la capacità principale per creare e mantenere un rapporto d’amore.” Leo Buscaglia

 

Ma perché i rapporti interpersonali sono così importanti?

 

La nostra vita è intessuta di rapporti interpersonali

Se ci pensi bene, ogni persona comincia la sua esistenza come coppia, diventa poi individuo singolo e poi perlopiù torna ad essere coppia.
Infatti il neonato in grembo a sua madre e poi nei primi mesi di vita, vive un rapporto simbiotico con la madre da cui riceve tutto: cibo, cure, amore, sicurezza.
Tutti noi abbiamo bisogno di evolvere e crescere come individui e persone distinte. È importante quindi che questo primo rapporto nativo con la madre si evolva nel tempo in un rapporto tra due individui diversi, ciascuno con le proprie esigenze e caratteristiche.

Inizialmente tutti i nostri bisogni vengono ampiamente soddisfatti in famiglia. Si tratta dei bisogni di base come ad esempio il bisogno di appartenenza, di ricevere stima e considerazione, ma anche il bisogno di conoscere e capire il mondo intorno a noi.

Il mondo del bambino nel tempo si allarga, quindi sempre più persone come ad esempio zii, cugini, nonni e poi compagni di scuola, insegnanti o vicini di casa cominciano ad avere influenza nella sua vita. Tutte queste influenze nella nostra fanciullezza sono determinanti per lo sviluppo della nostra personalità. Il modo più o meno adeguato in cui vengono soddisfatti i nostri bisogni influenzano e condizionano il nostro atteggiamento sociale futuro.

Questo conferma il fatto che abbiamo bisogno degli altri per poter crescere e maturare e poterci quindi realizzare. Siamo fatti per vivere insieme.

„Ciò che io sono, in qualunque momento del processo del divenire una persona, sarà determinato dalla mia relazione con coloro che mi amano o rifiutano di amarmi, con coloro che io amo o rifiuto di amare.“ John Powell

 

Il bambino che eravamo diventa infine una persona adulta. Non sempre però questo avviene. Talvolta si cresce solo nel corpo, magari anche nella mente, ma questo ancora non è sufficiente per definirsi adulti.

 

Essere persone equilibrate e mature conviene

Essere veramente adulti significa soprattutto essere psicologicamente maturi.

La maturità psicologica ha varie componenti.
C’è infatti la maturità intellettiva e cioè la capacità critica e l’avere una propria opinione.
Segue poi la maturità emotiva che implica il sapere controllare e gestire in modo positivo le proprie emozioni.
Questi due tipi di maturità ancora non sono sufficienti per potersi definire una persona adulta.
C’è infatti anche la maturità sociale, cioè la capacità di instaurare relazioni sociali reciprocamente soddisfacenti, il che include anche il senso del dovere e il rispetto per gli altri.
Infine c’è la maturità morale che implica avere elaborato ed assunto dei propri valori.

Cercare di essere maturi psicologicamente può non essere facile, ma conviene. Ciascuno di noi infatti ha il bisogno di realizzarsi e la maturità psicologica è un buon inizio.

“Tu sei al centro di tutte le tue relazioni, quindi sei responsabile della stima di te stesso, crescita, felicità e realizzazione. Non aspettarti che l’altro ti regali queste cose. Devi vivere come se fossi solo e gli altri fossero doni che ti vengono offerti per aiutarti ad arricchire la tua vita.” Leo Buscaglia

 

Crescere sempre, per tutta la vita

Ognuno di noi ha l’esigenza, il bisogno di realizzarsi. Questo può avvenire a piccoli passi e richiede senso di responsabilità e la consapevolezza di avere non solo diritti, ma anche dei doveri.
Il processo per arrivare alla piena maturità psicologica è un processo che dura tutta la vita.

bisogna crescere per tutta la vita

 

Siamo infatti tutti in divenire e ci evolviamo e cresciamo in continuazione. O almeno così dovrebbe essere. Questo però dipende in gran parte da ciò che ciascuno di noi decide di fare della propria vita.

 

L’influenza della società

La società non aiuta in questo processo di crescita verso la maturità piena e quindi si tende ad arrivare alla maturità sempre più tardi o addirittura a non arrivarci mai.
Normalmente infatti non siamo aiutati ad assumerci le nostre responsabilità, a sopportare piccoli sacrifici o alla considerazione per l’altra persona.
Piuttosto siamo educati a pretendere tutto e subito e a vivere in modo superficiale seguendo le mode del momento.
Il rapporto con le altre persone rischia quindi di essere molto utilitaristico. Gli altri sono solo coloro che devono soddisfare i nostri bisogni. Oppure l’altro viene visto come il rivale e il nemico da eliminare.

Questo però non ci aiuta ad essere felici. Abbiamo bisogno degli altri, o meglio di un rapporto sano, di stima e di rispetto reciproco con gli altri per poterci realizzare pienamente.

Gli altri, simpatici o antipatici, utili ai miei scopi oppure no, sono innanzitutto persone come me. Riconoscere me stesso e gli altri come persone degne di stima e rispetto è il primo passo verso la mia realizzazione.
Solo attraverso delle relazioni positive con gli altri possiamo reciprocamente soddisfare i nostri bisogni e esigenze per crescere e realizzarci.

Talvolta si arriva alla scissione tra persona privata e pubblica. Quella privata cerca il senso e il compimento, mentre quella pubblica si adegua ai modelli imposti dalla società pur di essere accettata e riconosciuta.

“La folla vacillante, che ogni vento spinge da tutti i lati. Guai a chi si appoggia su questo sostegno!” Schiller

Questo però rischia di creare sofferenza nella persona. Una sofferenza che può diventare intollerabile e può portare alla autodistruzione o alla violenza verso altri.

 

In conclusione

Siamo esseri liberi e abbiamo il dovere innanzitutto verso noi stessi di crescere e realizzarci. In questo percorso c’è più probabilità di successo se camminiamo insieme. Certo ognuno col suo cammino unico ed irripetibile, eppure insieme per sostenerci reciprocamente nei momenti bui e per gioire insieme dei successi.

“[… ] abbiamo tutti bisogno degli occhi di un altro per vedere la nostra bellezza. Come dice la canzone: Non sei nessuno finché qualcuno non ti ama. Domanda: i miei occhi riflettono a coloro che mi sono intorno la loro bellezza?“ John Powell

E tu che ne pensi? In che modo i rapporti con altre persone hanno influenzato e plasmato la tua vita? Ti hanno influenzato solo negativamente oppure c’è anche molto di buono?

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